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OSSIDO NITRICO: IL VALORE DI UNA SCOPERTA PDF Stampa E-mail
Friday 22 February 2008

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Associare l'opera ed il valore della scoperta del Professor Ignarro alla importante applicazione nel campo della disfunzione erettile è certamente riduttivo.
Le sue ricerche hanno sicuramente contribuito, con la scoperta dell'OSSIDO NITRICO, a sviluppare farmaci ed ad orientare la ricerca per diversi ambiti di terapia, quali la cura dell'ipertensione, dello scompenso cardiaco, dell'ictus e delle complicazioni circolatorie del diabete, oltre che, naturalmente, dell'impotenza.

Come un semplice atomo di ossigeno e un atomo di azoto, combinandosi, potessero regolare  funzioni fisiologiche importanti come il controllo della pressione sanguigna, la reazione del sistema immunitario contro le infezioni batteriche e l'attivazione delle cellule del sistema nervoso, questo il valore miliare della scioperta di Ignarro e dei suoi Collaboratori.
E l'Uomo Ignarro, come ha reagito di fronte alla notizia di aver vinto il Nobel?
Innanzitutto, la notizia gli è stata data in aeroporto a Napoli, praticamente sulla sulla pista, al suo arrivo.
Molte persone lo aspettavano per dargli una notizia importante, non senza ingenerare nel Professore una certa tensione, diradatasi nell'appredere che aveva ricevuto il Nobel.
Il valore della scoperta coincide anche con l'elevazione, grazie alle conoscenze acquisite, dall'endotelio, visto come semplice rivestimento dei vasi, a vero e proprio "organo", capace di modulare e regolare la produzione di NO (andando ad identificare in quest'ultimo -NO- il ruolo svolto dal fattore di rilascio endotelòiale EDRF).  
Nel distretto cardiovascolare ed endoteliale, l'ossido nitrico agisce come molecola messaggera. Quando l'endotelio deve ordinare ai muscoli di rilassarsi per facilitare il passaggio del sangue, produce alcune molecole di ossido nitrico, che sono molto piccole e attraversano facilmente le membrane cellulari.
La scoperta di Ignarro è stata unica, perché l'ossido nitrico è un gas e mai nessuno aveva pensato che un gas potesse svolgere il ruolo trasmettitore per l'organismo. Di solito le cellule comunicano mediante ormoni o neurotrasmettitori.  Abbiamo ormai la certezza che diverse situazioni patologiche dell'apparato cardiovascolare, come l'ipertensione, l'aterosclerosi e le coronaropatie, sono provocate da una carenza cronica della produzione di ossido nitrico a luivello endoteliale. Per capire il valore del fatto di poter contare su una maggiore quantità di NO, pensiamo per un attimo ai danni aterogeni a livello endoteliale. Quando il colesterolo ha danneggiato un tratto di tessuto endoteliale all'interno di un'arteria, quella porzione di arteria non è più in grado di produrre la NO. Si può intervenire stimolando i tessuti che circondano la lesione, perché  producano in quantità maggiore NO.
Dei farmaci disponibili da tempo per l'applicazione della scoperta di Ignarro a livello dei disturbi legati alla disfunzione rettile, abbiamo ormai esempi consolidati. Primi timidi tentativi si vedono nell'abbinare arginina (precursore di NO) ad alcuni farmaci in commercio, alla ricerca di una maggiore dismissione di NO. Segnali incoraggianti e già disponibili vengono invece da tutta una serie di supplementi nutrizionali, donatori di NO, (per alcuni dei quali il Nobel stesso ha avuto un ruolo centrale nella realizzazione) che possono, da soli od affiancandosi alle terapie tradizionali cardiovascolari, apportare un significativo ausilio. 
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 10 March 2010 )
 
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