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OMEOPATIA IN ITALIA: NUMERI IMPOSSIBILI DA IGNORARE PDF Stampa E-mail
Monday 29 September 2008

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Secondo l’ultima indagine ISTAT sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che utilizzano medicinali omeopatici.
I medici italiani prescrittori di medicinali omeopatici sono oltre 20.000.
I medicinali omeopatici si trovano esclusivamente in farmacia e sono presenti nella quasi totalità delle farmacie italiane.
In Italia operano nel settore omeopatico circa 30 aziende che globalmente impiegano oltre 1.200 dipendenti.
La spesa per le cure con medicinali omeopatici nel 2007 in Italia è stata di circa 300 milioni di euro.
L’Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania.
Attraverso l’IVA, l’IRES e l’IRAP, il gettito dello Stato nel 2007 è stato di 40 milioni di euro.Poiché sia le cure omeopatiche che le visite presso medici omeopatici non gravano sul bilancio dello Stato, il comparto omeopatico fornisce quindi un attivo netto a favore dello Stato Italiano, escluso il risparmio sulle visite mediche, di 40 milioni di euro.
La medicina omeopatica esiste da più di 200 anni, in Italia sono disponibili oltre 5.000 medicinali.
L’associazione industriale di settore è Omeoimprese. 

Negli ultimi anni, in Italia, numerosi sono stati i tentativi di mettere ordine nell'ambito di tali discipline mediche, si pensi che, solo nella ultima legislatura sono stati presentati undici disegni o proposte di legge.
Nonostante nel 2006 l'Italia abbia recepito la Direttiva Europea che rende il prodotto omeopatico "farmaco", introducendolo a pieno diritto nel "Codice Unico Europeo del Farmaco" rimane sempre il fanalino di coda rispetto a tanti Stati d'Europa come la Francia, la Germania o l'Inghilterra, dove addirittura sul territorio esistono persino Ospedali Omeopatici .
Esiste poi di fatto una situazione a dir poco paradossale, che riguarda il fatto che i 9 milioni di pazienti italiani che scelgono di curarsi con l’omeopatia, dal 1996 siano di fatto discriminati dal blocco, in Italia, sulle nuove registrazioni di medicinali omeopatici.
Crediamo che numeri come quelli descritti impongano un sereno confronto, dibattito, fra le componenti istituzionali e quelle medico scientifiche. Le Aziende sono spesso lasciate sole, in mancanza di chiare indicazioni normative o strutturali.
Va aggiunto che ci si è fatti carico da parte delle aziende, come il colosso GUNA, di assicurare negli anni agli operatori anche la formazione specifica, in quanto a differenza di molti altri paesi dove l’omeopatia ha una dignità scientifica ed accademica – in Italia i medici e i farmacisti non hanno la possibilità di conoscere questa disciplina medica all’interno del percorso formativo accademico.
GUNA, nella persona del dr. Pizzoccaro, Presidente e cofondatore dell’Azienda, con la consorte dottoressa Carluccio, ha formulato ad A.L.B.A.  l’invito ad essere presente all’inaugurazione dello stupendo stabilimento-sede in via Palmanova in Milano.
Abbiamo avuto modo di renderci conto de visu di quanto GUNA creda al progetto  enorme che ha messo in campo in occasione del 25°. Ex struttura CIBA, lo stabile è stato completamente riqualificato in modo architettonicamente assai affascinante.

All’interno abbiamo potuto visitare degli stupendi centri di produzione all’avanguardia: questo è l’unico stabilimento omeopatico al mondo che è autorizzato a produrre sia i medicinali omeopatici tradizionali sia le interleuchine, gli ormoni e gli organo-terapici omeopatizzati, tanto per uso orale quanto per uso iniettivo.
Non poteva non  abbinarsi, a tanta spinta propulsiva, anche la strategica implementazione, in assoluta controtendenza nel panorama attuale, delle risorse umane finalizzate al progetto.
Da appassionati di storia, concedeteci una menzione alla splendida Biblioteca ospitata in un luminosissimo spazio all’interno delle Sede. 
E’ questo un progetto particolarmente importante, coordinato dal prof. Leonello Milani, dove sono esposti tomi, riviste, opuscoli sull’Omeopatia ed Omotossicologia che vanno dal 1789 ad oggi. Favolose le due trousse di rimedi omeopatici (ben 472), in splendido stato di conservazione, risalenti a fine ‘800.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 22 February 2009 )
 
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