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DISLIPIDEMIE, FARMACI E RIMEDI NATURALI PDF Stampa E-mail
Monday 15 September 2008

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Il colesterolo, i trigliceridi insieme ai fosfolipidi sono i grassi contenuti nel nostro organismo. I fosfolipidi sono i principali componenti delle membrane cellulari e delle guaine dei nervi. I trigliceridi rappresentano la più grande riserva dei nostri lipidi e rappresentano quasi il 90% dei grassi ingeriti. Il colesterolo è componente essenziale delle membrane cellulari e della bile. 

Origine dei grassi circolanti
La parte più importante dei grassi circolanti è prodotta dall’organismo stesso, mentre un’altra parte viene introdotta con la dieta. L’assorbimento dei lipidi alimentari avviene a livello dell’intestino tenue, per opera di alcuni sistemi enzimatici dopo un’emulsione con i sali biliari. La sintesi interna dei lipidi avviene principalmente nel fegato. I trigliceridi vengono prodotti a partire dai glucidi (zuccheri), mentre il colesterolo viene sintetizzato dall’acetil-Co.A. 

Trasporto dei lipidi nel sangue (VLDL,LDL e HDL)
Il colesterolo e i trigliceridi sono trasportati dal sangue sotto forma di lipoproteine. Le VLDL trasportano i trigliceridi mentre le LDL il colesterolo. Il colesterolo VLDL o LDL viene definito il colesterolo "cattivo", mentre il colesterolo HDL viene chiamato colesterolo "buono", perché svolge un’importante funzione protettiva delle arterie. 
Arteriosclerosi e Colesterolo
La quantità di colesterolo "cattivo" presente nel sangue non dovrebbe superare i 200 mg per 100 ml. L’elevato livello di colesterolo è motivo di grande preoccupazione clinica, perché l’accumulo di questo lipide nelle arterie ne provoca il progressivo ispessimento, facendone perdere elasticità e tono. A livello cardiaco aumentano notevolmente i rischi di infarto e agina. Nel sistema nervoso centrale si possono avere ictus. Circa la metà dei decessi nei paesi occidentali sono riconducibili a tali cause. 

STRATEGIE TERAPEUTICHE: DIETA, STILE DI VITA, TERAPIA FARMACOLOGIA.
 
Dieta:La prima cosa da fare, nel trattamento dei livelli elevati di colesterolo, è di seguire una dieta che ne diminuisca il più possibile il livello nel sangue. La dieta dovrà essere povera di grassi animali e relativamente ricca di acidi grassi polinsaturi, perché essi tendono a diminuire i livelli di colesterolo.  
Schema dietetico: 
Alimenti permessi:
Oli vegetali (mais, arachidi e oliva).Pane, pasta e riso, possibilmente integrali.
Frutta.
Pesce di mare (non di allevamento), carni bianche (pollo, tacchino, coniglio).
Ricotta, yogurt, latte scremato. 

Alimenti vietati:
Grassi animali (burro, strutto, pancetta).
Panna.
Uova, soprattutto il tuorlo.
Dolci, biscotti.
Carne di maiale, salumi e insaccati, cervello, frattaglie.
Formaggi, latte intero e derivati.  

Stile di vita:
Tenere nei limiti fattori aggravanti quali: diabete, ipertiroidismo, consumo alcolici. Per ridurre i fattori di rischio si deve tenere sotto controllo: l’ipertensione, la glicemia, si deve smettere di fumare e fare una regolare attività fisica. 
 
Terapia farmacologica: 
Molti studi clinici indicano che l’adozione di adeguati interventi terapeutici, consentono di prevenire o diminuire le complicazioni dovute ad un elevato livello di colesterolo. Alcuni studi epidemiologici indicano, che elevati livelli di colesterolo totale o LDL rappresentano un elevato fattore di rischio nei fenomeni arteriosclerotici. Uno studio in doppio cieco, ha fornito prove convincenti che una diminuzione di colesterolo LDL può ridurre il rischio coronario. D’altro canto è famoso il caso "Finlandia", dove grazie a un radicale cambiamento di vita e di abitudini si è riusciti ad abbassare il livello di colesterolo medio della popolazione da 340 mgx100 ml a 240. In Finlandia, senza l’uso di alcun farmaco di sintesi o naturale, ma solo diminuendo la quantità di grassi animali introdotti con l’alimentazione, e con una importante campagna antifumo, le morti per malattie cardiovascolari sono diminuite del 70%. L’incidenza del tumore del polmone è sceso ai minimi storici.Le attuali conoscenze non ci permettono di affermare, che una prevenzione primaria in assenza di malattie conclamate a base di farmaci, risponda ad un criterio di economicità sia in termini monetari sia di effetti collaterali. Numerosi farmacologi, tra cui Silvio Garattini, affermano che converrebbe trattare solo persone che possano dimostrare che il loro elevato livello di colesterolo sia di origine genetica, con la presenza contemporanea di ipertensione, problemi cardiaci, tabagismo. Si può affermare con una certa sicurezza, che la terapia farmacologia deve essere presa in considerazione dal medico, quando la persona da curare non risponda adeguatamente ad un regime dietetico.  

Farmaci di sintesi e Colesterolo.
 
I farmaci di sintesi che attualmente si utilizzano in misura maggiore sono i derivati delle statine. Essi inibiscono la sintesi del colesterolo nel fegato bloccano la sintesi delle VLDL (lipoproteine deputate al trasporto dei lipidi nel sangue). Gli effetti collaterali di questi farmaci, potenzialmente molto utili, sono purtroppo numerosi ed evidenti. Possono causare nausea, diarrea, disturbi epatici e soprattutto miosite (crampi, debolezza muscolare), con esiti avvolte irreversibili. Non dimentichiamoci il caso Bayer, grande multinazionale del farmaco, accusata di aver sottaciuto gli effetti collaterali della cerivastatina, con conseguente ritiro dal commercio dei seguenti prodotti: Lipobay, Stativa, Cervasta. L’uso delle statine deve essere quindi attentamente valutato dal medico. 

Medicine "naturali" e Colesterolo: Soia, Carciofo, Garcinia, Aglio, Olio di pesce (Omega 3)
 

Contemporaneamente ad un regime dietetico adeguato, ad un’appropriata attività fisica si può pensare di utilizzare sostanze farmacologicamente attive ma di origine naturale.
 

Soia
 Numerosi e seri studi scientifici, americani e italiani, hanno ormai affermato con certezza l’efficacia della soia e dei suoi derivati (isovlavoni di soia), nell’abbassare il livello di colesterolo, nel diminuire i disturbi della menopausa e nella prevenzione del tumore al seno. In Giappone dove si consumano circa 55 grammi di soia al giorno, si verificano la metà di attacchi cardiaci mortali rispetto agli americani che ne consumano mediamente 5 grammi. A ciò bisogna associare anche il ridotto consumo per gli orientali della carne bovina a favore del pesce. La soia oltre ad abbassare il colesterolo totale aumenta addirittura l’HDL (colesterolo "buono"). La soia svolge un’azione protettiva dei vasi sanguigni, ed agisce come estrogeno naturale, contrastando cosi anche l’arteriosclerosi.  

Carciofo
 
È una pianta che ha sempre dimostrato proprietà coleretiche , diuretiche e ipolipemizzanti. Si è dimostrato che il carciofo ha un effetto di inibizione della sintesi del colesterolo, inoltre aumenta il livello ematico delle HDL (colesterolo "buono"). Un recente studio clinico, in doppio cieco, ha permesso di dimostrare che i soggetti che assumevano 1.8 grammi di estratto secco di carciofo, hanno avuto un calo del colesterolo totale del 18,5%, contro l’8,6% di quelli del gruppo placebo. Il carciofo è normalmente ben tollerato, mentre per il suo sapore se ne sconsiglia l'uso in gravidanza. Potrebbe essere uno dei trattamenti di prima scelta nei pazienti affetti di ipercolesterolemia. 

Garcinia Cambogia
 
Un recente studio sulla garcinia Cambogia, eseguito alla St. Lukeis Roosevolt Hospital di New York, eseguito su 42 persone con età compresa tra 18 e 65 anni, ha dimostrato che non ci sono state differenze significative in termini di perdita di peso e massa corporea, tra il gruppo trattato e il gruppo placebo. In conclusione tale studio afferma, che il ruolo preciso della garcinia cambogia deve essere ancora chiarito. Gli studi hanno mostrato, che questa pianta è in grado di abbassare indirettamente i grassi prodotti dall’organismo. Tuttavia è ancora azzardato affermare (come purtroppo fanno entusiasticamente molte aziende), che la garcinia cambogia possa essere un miracoloso "brucia grassi". Sembra più veritiero ed interessante l’impiego di questa pianta come regolatore dell’appetito.  

Aglio
 
Questo alimento, che tradizionalmente si pensava avesse solo proprietà ipotensive e antimicrobiche, sta dimostrando di avere anche qualità ipocolesterolemizzanti. Inibisce la sintesi endogena dei grassi. Dai vari studi effettuati sembra che questa ultima proprietà si manifesti solo se utilizzato a forti dosi, e con preparati contenenti il principio attivo (allina) ad una concentrazione compresa tra il 5 e il 10%. 

Olio di pesce, Omega 3, Omega 6, EPA, DHA
 
I due acidi grassi polinsaturi che non possono essere sintetizzati nel nostro organismo sono: l’acido Omega 3 e Omega 6. Essi sono necessari nella formazione delle membrane cellulari, nella sintesi dell’emoglobina e delle prostaglandine. L’Omega 6 (acido linoleico) è contenuto nei semi di Lino, nella Borrago officinalis e nell’Oethera biennis (Primula notturna). L’Omega 3, ottenuto da varie specie di pesce azzurro, è ricco di EPA (acido Eicosapentaenoico) e di DHA (acido docasaesaenoico). Gli acidi grassi polinsaturi sono indicati per: 

Evitare l’accumulo di trigliceridi e colesterolo sulle arterie.
 
Fluidificare il sangue, diminuendo cosi i rischi di malattie cardiache.
Aumentare le difese immunitarie.Azione antinfiammatoria. 

Un famoso studio Italiano, "Gissi-prevenzione", ha dimostrato che assumendo da 1 a 3 grammi di acidi Omega 3 al giorno, e modificando contemporaneamente in modo opportuno l’alimentazione, si sono ridotte in modo considerevole le morti per arresto cardiaco. È stato possibile rilevare che è diminuita del 20% la mortalità totale e del 45% la mortalità improvvisa cardiaca. Ciò ha spinto la Commissione unica del farmaco a indicare questi preparati nella prevenzione secondaria sul paziente con pregresso infarto del miocardio.
 
Ultimo aggiornamento ( Monday 15 September 2008 )
 
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