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SOIA E PREVENZIONE PDF Stampa E-mail
Wednesday 18 June 2008

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L’ipercolesterolemia cioè l’eccessiva presenza nel sangue di colesterolo, in particolar modo di quello cosiddetto cattivo, l’LDL,  è senza dubbio il primo fattore di rischio delle malattie cardiovascolari


Alcuni studi eseguiti negli Stati Uniti, paese ad alto tasso di mortalità per patologie legate al colesterolo, hanno dimostrato che le proteine, i grassi polinsaturi e gli isoflavoni della soia tendono a far innalzare il tasso di colesterolo buono, l’HDL, e abbassano l’LDL.

Alcune notizie sulla Soia

La soia è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose di cui si utilizzano i semi, contenuti all’interno di un frutto. Questo, come altri legumi, ha la forma simile a quella di un bacello, che racchiude dei semi paragonabili a dei fagioli. Può avere sfumature di colore assai differenti, a seconda della specie di appartenenza. Originaria dell'Asia Centrale, è presente in Europa fin dal XVIII secolo. Esistono differenti tipi di soia. Fra i più diffusi in Italia citiamo:

  • Soia gialla, dalla quale si ottengono tutti i vari derivati;
  • Soia rossa, ha semi color rosso scuro, detti anche fagioli azuki;
  • Soia verde, i suoi semi sono anche chiamati fagioli mung o green gram; decorticati e spaccati si presentano gialli, sono impiegati per i germogli e per produrre gli spaghetti di soia.

La soia è ricca di fibre, vitamine (gruppo A, B ed E), proteine, grassi polinsaturi essenziali, ormoni vegetali (isoflavoni) e minerali (magnesio, potassio, fosforo e calcio).

Interessanti le proprietà nutritive per 100 g di fagioli di soia: proteine 36,9 g, lipidi 18,1 g, glucidi 23,3 g, colesterolo 0 g, Kcal 398

Indubbiamente, attorno a questa pianta sta crescendo l’interesse. Alcune considerazioni di tipo statistico, in particolare, sono alla base dell’interessamento degli studiosi per la soia. Si è notato infatti che il tasso di mortalità in America per malattie cardiovascolari, sia maschile che femminile, era doppio rispetto a quello giapponese.

La constatazione della correlazione fra quello che mangiamo ed i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue ha indotto i ricercatori a effettuare uno studio comparato sulle differenti abitudini alimentari tra i paesi occidentali e quelli orientali. Una differenza sostanziale è balzata subito agli occhi: la soia in Giappone e in molti altri paesi asiatici rappresentata la principale fonte di proteine. Negli Stati Uniti, come d’altra parte nei paesi occidentali, i cibi a base di soia sono invece pressoché assenti.

Da qui al ad attuare una serioe di studi conoscitivi, il passo è stato breve.

Sono quindi stati analizzati  gli effetti delle proteine di soia sul livello di colesterolo LDL e di trigliceridi nel sangue. I risultati sono a dir poco stupefacenti. Consumare 47 grammi di proteine di soia al giorno:

 

riduce il colesterolo totale del 9,3%

riduce l’LDL del 12,9%

riduce i trigliceridi del 10,5%

aumenta l’HDL del 2,4%

 

Conseguenza diretta di questa serie di studi è stata l’affermazione che, nei casi di elevati tassi di colesterolo nel sangue, se le proteine di soia sostituiscono tutte o almeno in parte le proteine animali, vi è un’importante diminuzione di colesterolo totale e di colesterolo LDL nel sangue. Non sono ancora note, tuttavia, le modalità attraverso le quali le proteine della soia svolgono questa azione benefica. Al vaglio degli studiosi, alcuni possibili meccanismi:

Le proteine della soia aumentano la secrezione di acidi biliari che causano la rimozione di colesterolo nel sangue, stimolano quindi  il fegato a eliminare il colesterolo LDL.

Gli isoflavoni svolgono l’azione di antiossidanti, favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni e la conseguente riduzione del danno dovuto al colesterolo LDL e alla su adesione alle pareti delle arterie.

L’ente di controllo americano FDA (US Food and Drug Administration), dopo aver passato al vaglio i risultati di oltre cinquanta studi effettuati sulle proprietà della soia, ha concesso ai produttori di cibi con un minimo di 6,25 g di proteine di soia per porzione di apporre sull’involucro del prodotto la scritta: “25g di proteine di soia al giorno, come parte di una dieta a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, possono ridurre il rischio di infarto”.

 

E’ opportuna a questo punto una parentesi descrittiva sugli isoflavoni. Gli isoflavoni sono fitoestrogeni, cioè estrogeni di origine vegetale, contenuti soprattutto nei legumi e capaci di svolgere funzioni simili a quelle degli estrogeni umani. Gli isoflavoni riducono il rischio di sviluppare tumori ormonodipendenti e frenano la moltiplicazione di cellule maligne e la formazione di nuovi vasi sanguigni. Inoltre svolgono un’importante azione nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e sono un antidoto efficace contro tutti i sintomi associati alla menopausa.

 

La soia e una sana alimentazione possono ridurre i fattori di rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. E’ bene tuttavia non indurre false aspettative ed andare sempre alla ricerca di quell’approccio combinato che si rivela vincente. Ridurre il solo colesterolo non avrebbe grande successo, se a questa strategia non si accompagnasse una seria politica di riduzione dei fattori di rischio. Esistono sicuramente i cosiddetti “fattori immodificabili”, legati ad aspetti genetici o contingenti:

 
  •     Età - L’80 % di decessi avviene oltre i 65 anni
  •     Sesso - Gli uomini sono maggiormente soggetti ad attacchi cardiaci
  •     Ereditarietà - La debolezza cardiaca è geneticamente trasmessa
 

Ben altro successo possiamo avere attuando una strategia di miglioramento del lifestyle sui cosiddetti “fattori modificabili”:

 
  •     Fumo È uno dei maggiori elementi di rischio. È causa all’incirca del 20 % dei decessi
  •     Colesterolo LDL - Una dieta equilibrata può sensibilmente diminuire il suo livello nel sangue
  •     Ipertensione - La pressione sanguigna deve essere sempre tenuta sotto controllo
  •     Inattività fisica - È necessario svolgere con costanza attività sportiva
  •     Sovrappeso - Un eccesso di grasso aumenta notevolmente il rischio di malessere cardiaco
 

Ragionando ancora sul motivo principale di questa dissertazione, cosa possiamo fare contro il Colesterolo:

che l’olio e l’acqua non si possano mischiare è noto. Naturale conseguenza è il fatto che il colesterolo, una sostanza grassa, non può circolare, da solo, nel sangue, che è costituito per la maggior parte da acqua. Il colesterolo si combina quindi con delle proteine formando delle molecole, dette lipoproteine, che possono essere trasportate nel sangue. Due sono i tipi di lipoproteine:

 

LDL (low-density lipoprotein-cholesterol), cioè lipoproteine a bassa densità;

HDL (high-density lipoprotein-cholesterol), ossia lipoproteine ad alta densità.

Un tasso elevato nel sangue di colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo” aumenta notevolmente i rischi di sviluppare una malattia cardiovascolare. Questo perché queste molecole lipoproteiche contribuiscono a generare e moltiplicare le placche che bloccano il naturale flusso del sangue all’interno dei vasi. Inoltre il processo di ossidazione che subisce l’LDL accresce i rischi di aterosclerosi. Il colesterolo HDL è anche chiamato “colesterolo buono”. Questa lipoproteina infatti svolge un’azione benefica, rimuovendo colesterolo dalle placche. Un tasso elevato di questa molecola nel sangue aiuta a ridurre il rischio di attacco cardiaco.

Non va sottaciuta l’importanza delle strategie di attacco farmacologico al problema colesterolo (statine, resine. Associazioni statine+ ezetimibe, ecc.). E’ universalmente riconosciuto tuttavia che l’approccio combinato fra una sana alimentazione e strategie atte a modificare in positivo lo stile di vita, abbiamo indubbi riflessi positivi anche sul trattamento farmacologico, riuscendo spesso a ridurne i dosaggi, con vantaggi enormi per la tollerabilità a lungo termine di terapie che, nel caso del colesterolo, possono divenire croniche.

 

Tornando la consumo di Soia, esso si rivela utile anche nella prevenzione di altre patologie. 

  • Antiossidante - Protegge dai radicali liberi, molecole di ossigeno instabili, responsabili di alcuni tumori e dell’invecchiamento precoce.
  • Osteoporosi - Alcuni studi preliminari indicano che la soia potrebbe aiutare a conservare la massa ossea e a ridurre le fratture all’anca dovute a questa patologia.
  • Malattie renali - Le proteine ricavate dalla soia spossano i reni in maniera ridotta rispetto a quelle animali.
  • Vampate di calore - è opinione diffusa che i disturbi legati alla menopausa possano essere ridotti grazie ai fitoestrogeni contenuti nella soia.
 
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 18 June 2008 )
 
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