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SINDROME METABOLICA NELL ' ANZIANO PDF Stampa E-mail
Thursday 03 January 2008

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Si chiama sindrome metabolica, colpisce circa un anziano su due nei Paesi del benessere ed e' ritenuta la nuova epidemia silenziosa del terzo millennio. La sindrome metabolica (SM) e' caratterizzata da un alto tasso glicemico, da valori moderati di ipertensione, da una bassa percentuale di colesterolo 'buono' (Hdl) e da obesita'. E secondo quanto riporta uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), la SM aumanta di ben 10 volte il rischio di sviluppare diabete anche in tarda eta' e triplica il rischio di morte per cause cardiovascolari nella popolazione anziana maschile. L'Italian Longitudinal Study on Aging e' stato condotto  dall'Istituto di neuroscienze del Cnr di Padova (Sezione Invecchiamento), e presentato nel corso della terza conferenza della Societa' Italiana per la prevenzione cardiovascolare.
Dalla ricerca emerge che a essere colpito dalla sindrome metabolica e' il 31% degli uomini e il 59% delle donne, nell'eta' compresa tra i 65 e gli 84 anni. Il dato si basa su un campione di 5.632 individui seguiti per 4 anni in 8 Comuni italiani. Nei diabetici la SM colpisce ancora di piu': il 65% degli uomini e il 59% delle donne. Queste ultime sono percentualmente piu' colpite da obesita' viscerale (72% contro 29,5% degli uomini) e hanno valori piu' bassi di colesterolo 'buono' (56,5% contro 22,8%). Tuttavia la SM triplica la mortalita' per malattia cardiovascolare solo negli uomini (l'aumenta esattamente di 3,35 volte). La spiegazione potrebbe consistere nel fatto che gli effetti della SM si vedono piu' negli uomini perche' uniti ad altri fattori di rischio, come il fumo, che in questa fascia d'eta' e' prevalente negli  uomini. Ma lo studio ha messo in luce soprattutto che la SM in 4 anni aumenta, in entrambi i sessi, di ben 10 volte il rischio di sviluppare diabete di tipo II in eta' matura. Le combinazioni piu' frequenti in uomini non diabetici sono obesita' addominale, trigliceridi elevati e ipertensione, presenti nel 21% degli individui, mentre in uomini diabetici la stessa combinazione, piu' l'iperglicemia, e' presente nel 18% dei casi. Fra le donne non diabetiche la combinazione piu' frequente e' obesita' addominale, colesterolo Hdl basso e ipertensione, condizione presente nel 32%, mentre fra le donne diabetiche la combinazione piu' frequente e' quella che comprende tutte cinque le componenti, presente nel 36%. L'alta prevalenza di SM nella popolazione anziana italiana rappresenta un problema socio-sanitario che merita grande attenzione. Soprattutto in considerazione del fatto che, se oggi colpisce un numero elevato di anziani, lo stile di vita dei piu' giovani non fa prevedere una'inversione di tendenza negli anni futuri. Al contrario diabete e obesita' saranno i killer piu' spietati dei prossimi decenni. Anche in Italia infatti gia' nei bambini si riscontrano frequentemente diabete di tipo II e obesita', legati a scelte alimentari sbagliate e sedentarieta', una malattia che prima si sviluppava solo dopo i 40 anni. Da qui  la necessita' di individuare e trattare questa malattia per il rischio di malattie invalidanti che comporta, come quelle cardiovascolari, e prevenire la perdita di autosufficienza nell'anziano, permettendo un risparmio anche in termini di spesa pubblica e un miglioramento generale della qualita' di vita della popolazione.
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 January 2008 )
 
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