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ALIMENTI FUNZIONALI E COLESTEROLO PDF Stampa E-mail
Thursday 08 November 2007

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C'è modo e modo di abbassare il colesterolo, certo, i farmaci la fanno da padrone, perché le statine sono indispensabili. Tuttavia non è detto che chi ha un elevato livello di colesterolo nel sangue possa solo curarsi con i farmaci. Da tempo ormai si insiste sull'importanza dello stile di vita e sull'alimentazione, non a caso il profilo lipidico di ogni persona dipende molto dall'apporto di grassi contenuto nella dieta. E' anche vero che in natura, negli alimenti, ci sono sostanze "terapeutiche", che svolgono cioè un'azione non solo strutturale o energetica, ma che interferisce con il metabolismo umano, nella maggior parte dei casi, migliorandolo.

Cosa sono le molecole funzionali?
Scoperte queste proprietà negli alimenti, sono state sfruttate per creare integratori che permettevano di concentrare il principio carente in una capsula e quindi facilitarne l'assunzione. In alternativa si è pensato di arricchire gli alimenti di consumo quotidiano di tali sostanze, producendo i cosiddetti cibi funzionali (functional food), che mantengono le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali ma con un valore aggiunto, cioè il ruolo che tale molecola "in più" va a svolgere nell'organismo umano. In questo caso non si tratta di aggiungere un supplemento alla propria dieta carente, ma di sostituire l'alimento normalmente consumato con quello addizionato. Con vantaggi non trascurabili. Lo dimostra l'esperienza fatta con gli alimenti funzionali, che abbassano la colesterolemia. Da studi clinici è emerso che gli acidi grassi omega 3, le proteine della soia e

i fitosteroli, hanno la capacità di controllare il livello di colesterolo nel sangue. Sono sostanze normalmente contenute in alcuni alimenti; la fonte degli omega 3 è il pesce (inclusi i crostacei), i fitosteroli si trovano in moltissimi prodotti vegetali, in particolare negli oli vegetali.

Quali sono i vantaggi e quali i benefici
Le quantità introdotte con gli alimenti sono bilanciate e nel corso della vita contribuiscono a mantenere l'organismo in salute, ma per avere un effetto "terapeutico" o meglio funzionale, devono essere incrementate. Una teoria fondata non solo sulla logica ma anche su risultati scientifici, per quanto ancora incompleti. Per esempio è stata confermata l'ipotesi che alimenti tipo cracker, pane, merendine fortificate con 2 grammi di omega 3 o 25 grammi di proteine della soia, consumati per cinque settimane, potevano ridurre gli eventi cardiovascolari. In realtà, in questo caso si osservava solo un incremento del 6% del colesterolo HDL, quello "buono", effetto che di per sé ha un valore protettivo. In effetti l'azione degli acidi grassi omega 3 consiste proprio nello stimolare la formazione di molecole di colesterolo più dense, cioè HDL. L'attenzione rimane comunque sui composti di origine vegetale, come per esempio i fitosteroli che aggiunti in dosi specifiche agli alimenti, in questo caso, riducono proprio la quota di colesterolo LDL, quello "cattivo".  Il meccanismo d'azione si verifica a livello intestinale dove i fitosteroli, di natura chimica simile al colesterolo, impegnano i recettori specifici del colesterolo che anziché essere assorbito viene eliminato nel transito intestinale. I benefici apportati da tali soluzioni sono additivi a quelli dei farmaci, che in certi casi sono indispensabili. Certo che se sostituendo un alimento con l'analogo funzionale o con INTEGRATORI che ne contenessero i principi attivi, si riuscisse a diminuire o a ritardare l'uso di farmaci, ne può valer la pena, anche perché non c'è neanche la difficoltà di cambiare abitudini, al massimo marca o; cosa sempre salutare, introdurre nuove e più variate ABITUDINI ALIMENTARI.
 

Abstract da "Master di Gestione Integrazione alimentare e fitoestratti" - Rel. Nicoletta Proietti  - Vasto (CH) -7 e 8 ottobre 2006

Bibliografia

Can foods with added soya-protein or fish-oil reduce risk factors for coronary disease? A factorial randomised controlled trial. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2004 Dec;14(6):344-50
Cardiovascular effects of omega-3-fatty acids and alternatives to increase their intake.
Nutr Hosp. 2005 Jan-Feb;20(1):63-9

Ultimo aggiornamento ( Thursday 08 November 2007 )
 
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