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OSSIDO NITRICO E LONGEVITA' PDF Stampa E-mail
Saturday 03 November 2007

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OSSIDO NITRICO E LONGEVITA' - Dr. Marco Pozone - Direttore Dipartim. Anziano L'Aquila 

 Che le tematiche inerenti l'importanza dell'Ossido Nitrico fossero destinate a debordare dalla semplice azione benefica a livello di circolazione e di protezione endoteliale ad una più ampia possibilità di intervento era prevedibile. Del resto, la stessa attribuzione del Nobel ad Ignarro e Coll. per la specifica dizione "una molecola di segnale" faceva già intuire come questo velocissmo "messaggero" potesse svolgere i ruoli positivi più disparati. A tale proposito è interessante la ricerca che  l'Università degli Studi di

Milano e l'Istituto IRCCS Eugenio Medea della stessa città espongono in questo articolo. L’ossido nitrico, un gas che regola i segnali intracellulari in diversi organi, gioca un ruolo importante nel favorire la salute e la longevità. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, dell’IRCCS Eugenio Medea, dell’Istituto Auxologico Italiano, dell’Università di Urbino, del San Raffaele e dello University College di Londra.
E’ risaputo da anni che una riduzione dell’apporto calorico attraverso una dieta bilanciata prolunga la vita media, qualche volta addirittura raddoppiandola in varie specie animali, dai moscerini alle scimmie. La restrizione calorica raggiunge questo traguardo riducendo in modo significativo l'incidenza di malattie, come il cancro, l’aterosclerosi con tutte le sue conseguenze cardiovascolari, il diabete, le patologie neurodegenerative, patologie molto più frequenti nell’obeso. Non c’era sinora consenso tra gli esperti sui meccanismi tramite i quali la restrizione calorica migliorasse lo stato di salute. Un’ipotesi diffusa suggeriva che la riduzione dell’apporto calorico, rallentando il metabolismo, riducesse il lavoro dei mitocondri (gli organelli deputati alla respirazione delle cellule) e la conseguente produzione di radicali liberi responsabili di danni cellulari. Recentemente

 studi in organismi molto semplici come i lieviti hanno messo in discussione questa ipotesi. Lo studio dei ricercatori milanesi condotto non più su microorganismi ma su animali superiori dimostra che il lavoro dei mitocondri è determinante per la salute e la longevità. I ricercatori hanno messo a dieta un gruppo di topi, consentendone l’alimentazione a giorni alterni (uno schema alimentare che, protratto nel tempo, riduce l’apporto calorico del 30-40%). Gli studiosi hanno osservato che il regime di restrizione calorica induce l’espressione dell’enzima eNOS, necessario alla produzione di ossido nitrico. L’aumentata produzione dell’ossido nitrico favorisce la nascita di nuovi mitocondri, che si traduce in un incremento della respirazione cellulare, con consumo di ossigeno e produzione di energia sotto forma di ATP. Che l’ossido nitrico svolgesse una funzione favorente la mitocondriogenesi era già stato dimostrato dallo stesso gruppo di ricerca su Science nel 2003. Il nuovo studio è stato condotto sottoponendo a restrizione calorica un gruppo di topi geneticamente modificati, che non essendo in grado di produrre l’enzima eNOS, hanno un difetto nella sintesi di ossido nitrico. Gli effetti benefici della restrizione calorica sono risultati fortemente attenuati in questi animali. Anche la sintesi della sirtuina 1 (una proteina che in molte specie di mammiferi è implicata nell’allungamento della vita) risulta ridotta in questo ceppo di topi. Ne consegue la dimostrazione che l’ossido nitrico prodotto tramite l’enzima eNOS, inducendo la biogenesi mitocondriale e modulando l’espressione della sirtuina 1, sembra essere un elemento cruciale nell’efficacia che la restrizione calorica esercita nel contrastare le patologie legate all’invecchiamento. Chiare le ricadute in termini di terapia: i risultati suggeriscono tra l’altro che farmaci in grado di attivare il sistema dell’ossido nitrico e, dunque, di favorire la funzionalità mitocondriale e la produzione di sirtuina 1, potrebbero rivelarsi capaci di prevenire e/o limitare lo sviluppo di molte malattie. La morale dello studio che vale per tutta la popolazione è: chi mangia meno vive più a lungo, riduce le malattie e migliora la qualità della propria vita.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 06 January 2008 )
 
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