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ACIDI GRASSI OMEGA UTILI NEGLI ATLETI AD ALTA PERFORMANCE? PDF Stampa E-mail
Saturday 02 April 2011

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Nel 1976 una prestigiosa rivista scientifica di Medicina pubblicò una ricerca (1) in cui si dimostrava una ridotta incidenza di patologie cardiovascolari negli eschimesi della Groenlandia rispetto alla popolazione occidentale. La minore morbilità era dovuta alla loro dieta basata essenzialmente su pesce e mammiferi marini, cibo ricco di grassi polinsaturi Omega 3, definiti “essenziali” perchè non possono essere sintetizzati dall’organismo, ma devono essere introdotti con l’alimentazione. Gli Omega 3 sono dotati di un effetto metabolico speciale che contribuisce a mantenere i livelli di colesterolo e trigliceridi ematici entro i livelli raccomandati ed inoltre garantisce bassi livelli di LDL (lipoproteine a bassa densità).

E’ opportuno, a questo punto, fornire qualche nozione di riferimento: colesterolo e trigliceridi sono lipidi (grassi) indispensabili al funzionamento delle cellule del nostro organismo; tuttavia l’eccesso di tali sostanze nel sangue costituisce un fattore di rischio cardiovascolare, assai diffuso nel mondo occidentale (iperlipidemia con conseguente arteriosclerosi). Gli acidi grassi Omega 3 sono:- l’acido alfa-linoleico (ALA)- l’acido eicosapentaenoico (EPA)- l’acido docosaesaenoico (DHA)Gli ultimi due possono essere sintetizzati dall’organismo umano a partire dall’acido ALA, ma solamente in piccole quantità. La presenza di questi acidi grassi è garantita in diverse varietà di pesci: pesce azzurro, trota, pesce spada, salmone, mammiferi marini. A partire dalla ricerca citata la notorietà scientifica degli Omega 3 è rimasta legata al fatto che un loro elevato apporto aiuta a controllare l’iperlipemia e, senza dimenticare il valore dell’attività fisica, contribuisce a contrastare le malattie cardiovascolari, assai diffuse nel mondo occidentale; tuttavia nell’ultimo decennio altre conoscenze si sono aggiunte, segnalando nuove proprietà degli Omega 3 quali la protezione della funzione visiva durante gravidanza ed allattamento o la conservazione della efficienza cerebrale. Oltre a queste proprietà, di recente, ne sono state individuate anche altre, riguardanti la protezione e la salvaguardia della salute psico-fisica degli atleti di elite.
Vediamo quindi un succinto report delle evidenze.
Nel 2003 dei ricercatori americani (2) si proposero di verificare se la broncocostrizione indotta dall’esercizio (EIB) potesse essere modificata con delle integrazioni dietetiche. Per verificare questa ipotesi fu condotto uno studio randomizzato in doppio cieco crossover per il quale furono selezionati 10 atleti di elite con EIB e 10 senza (soggetti controllo). Gli atleti entrarono nello studio con la loro dieta abituale alla quale si aggiunsero capsule di olio di pesce contenenti 3,2 g di EPA e 2,3 g. di DHA (tipo 1) o capsule placebo contenenti olio di oliva (tipo 2). Nei soggetti con EIB e con dieta di tipo 1 si è potuto dimostrare che l’integrazione migliorava la funzione respiratoria polmonare post esercizio ed inoltre significativamente diminuivano i marcatori ematici di flogosi, mentre nessun miglioramento era segnalato in chi aveva seguito la dieta tipo 2. I risultati ottenuti dimostrano che la integrazione dietetica con olio di pesce possiede un marcato effetto protettivo verso la EIB e pertanto il medico trova ridotta la necessità di eseguire un trattamento farmacologico. E’ verosimile ritenere che questi effetti siano dovuti alle proprietà antiinfiammatorie che gli Omega 3 possiedono in quanto intervengono sull’acido arachidonico, substrato necessario per la formazione dei mediatori proinfiammatori come le prostaglandine e le citochine.
Due successivi lavori degli stessi Autori (3,4) confermano queste conclusioni e aggiungono la nozione che anche gli atleti asmatici con EIB possono giovarsi di un miglioramento della funzione respiratoria ottenendo, con l’integrazione di Omega 3, la riduzione della componente broncocostrittiva ed infiammatoria delle vie aeree.
Proseguendo con l’analisi nel 2007 un autore americano (5) prese in considerazione un problema: l’allenamento ad alta intensità, a cui sono sottoposti per lunghi periodi gli atleti di elite, porta a subire traumi e microtraumi ed alla formazione di una eccessiva quantità di radicali liberi. L’associazione di questi due fattori porta l’organismo verso un non favorevole stato infiammatorio. La situazione può essere peggiorata dalla presenza, nelle diete occidentali, di una elevata quantità di Omega 6 (oggi il rapporto varia da 10:1 a 20:1, invece di quello auspicabile di 1:1 o 2:1). Questi acidi grassi sono in grado di cambiare lo stato fisiologico dell’organismo portandolo verso uno stato protrombotico e proaggregatorio caratterizzato dall’incremento della viscosità ematica, vasospasmo, vasocostrizione. Al contrario, gli Omega 3 hanno proprietà vasodilatatrici, antitrombotiche, ipolipidemiche.
Gli Autori concludono affermando che l’integrazione dietetica con EPA e DHA a 2 g al giorno (rapporto EPA.DHA di 2:1). consente di contrastare efficacemente lo sfavorevole stato infiammatorio post allenamento intenso.
Un anno dopo (6) con uno studio eseguito in doppio cieco e randomizzato, fu evidenziato un benefico effetto degli Omega 3 sulla funzione cardiovascolare: lo studio eseguito su 25 giocatori di calcio australiani dimostrò che la integrazione con 6 g di DHA per 5 settimane migliorava la funzione cardiovascolare e riduceva i rischi legati a questa.
Infine nel 2009 un gruppo di ricercatori italiani ha condotto uno studio (7) su 18 atleti praticanti il karate ed impegnati, attraverso l’esecuzione di test di attenzione, nella valutazione dei processi cognitivi coinvolti nel controllo della reattività. Furono divisi in 2 gruppi, al primo, costituito da 10 atleti, fu eseguita per 21 giorni, una integrazione con Omega 3 (2,25 g) e policosanoli (10 mg, miscela di alcoli alifatici primari isolati dalla canna da zucchero, in grado di ridurre la frazione HDL – quella cattiva- del colesterolo) al secondo, quale placebo, fu somministrato olio di girasole.
I soggetti furono testati all’inizio (test 1), dopo 21 (test 2) e dopo 42 giorni (test 3). Si è constatato che il gruppo che aveva assunto il placebo non dimostrava alcuna differenza nel test 2 e 3 se comparato con il test 1, mentre la doppia integrazione è risultata efficacie nel ridurre il tempo di reazione (verosimilmente per un effetto sul Sistema Nervoso Centrale), nell’aumentare la sensazione di essere in buona forma e di migliorare lo stato dell’umore.
In conclusione: i medici dello sport devono prestare grande attenzione a quelle che sono le abitudini alimentari ed integrative degli atleti di elite: report ottenuti (8) segnalano abitudini nutrizionali insoddisfacenti mentre l’integrazione ha una base sufficientemente regolare nei maschi ma nelle donne risulta essere occasionale.
L’assunzione di olio di pesce, per quanto si è documentato, può essere considerata un valido rimedio a queste due carenze, ma anche un supporto valido per la terapia della EIB degli atleti ed un aiuto per contrastare gli effetti negativi dell’allenamento intenso.
BIBLIOGRAFIA 1) Bang HO, Dyerberg J, Hjoorne N. The composition of food consumed by Greenland Eskimos. Acta Med Scand 1976;200(1-2):69-73.
2) Mickleborough TD, Murray RL, Ionescu AA. Fish oil supplementation reduces severity of exercise-induced bronchoconstriction in elite athletes. Am J Respir Crit Care Med. 2003;168(10):1181-9.
3) Mickleborough TD, Lindley MR, Ionescu AA. Protective effect of fish oil supplementation on exercise-induced bronchoconstriction in asthma. Chest 2006;129(1):39-49.
4) Mickleborough TD, Lindley MR, Montgomery GS. Effect of fish oil-derived Omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation on exsercise-induced bronchoconstriction and immune function in athletes. Phys Sportsmed 2008;36(1):11-7.
5) Simopoulos AP. Omega-3 fatty acid and athletics. Curr Sports Med Rep. 2007;6(4):230-6.
6) Buckley JD, Burgess S, Murphy KJ. DHA-rich fish oil lowers heart rate during submaximal
exercise in elite Australian Rules footballers. J Sci Med Sport 2009;12(4):503-7.
7) Fontani G, Lodi L, Migliorini S. Effect of Omega-3 and policosanol supplementation on attention and reactivity in athletes. J Am Coll Nutr 2009;28 Suppl:473S-481S.
8) Ronsen O, Sundgot-Borgen J, Maehlum S. Supplement use and nutritional habits in Norvegian elite athletes. Scand J Med Sports 1999;9(1):28-35.  
 

 

 
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