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LA RESTRIZIONE CALORICA E L'OSSIDO NITRICO PDF Stampa E-mail
Friday 04 February 2011

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Una semplice molecola prodotta nel nostro corpo già ben conosciuta per svariati motivi medici, l'ossido di azoto (NO), potrebbe essere l'elisir di lunga vita e custodire il segreto per invecchiare al riparo dalle malattie tipiche della terza età.

Enzo Nisoli, Professore associato di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, insieme ad altri ricercatori italiani e alla collaborazione dello University College di Londra, ha scoperto nei topi che l'ossido di azoto è il mediatore chimico degli effetti indotti dalla restrizione calorica, ovvero da una dieta a basso contenuto calorico. Tra gli effetti positivi derivanti da un ridotto intake calorico, quello ormai da tempo riconosciuto è la capacità di aumentare la durata della vita dell'animale.

La ricerca, resa nota sulla rivista Science, dimostra pure che l'ossido di azoto stimola l'attività del gene che serve a produrre la "sirtuina 1", una proteina con importante ruolo nella longevità indotta dalla restrizione calorica. L'ossido d'azoto è un gas che ha tra le sue funzioni quella di miorilassante (rilassa la muscolatura), di inibitore dell'aggregazione piastrinica (contro la formazione di trombi o coaguli), di agire sul sistema cardiovascolare dilatando le arterie (quindi può essere un anti-ipertensivo). Infatti ci sono già molti farmaci che sfruttano le potenzialità enormi di questa molecola, e sono detti "donatori di ossido d'azoto" perché il loro principio d'azione è quello di rilasciare nel corpo in maniera controllata l'NO. Lo stesso Viagra ha come base di funzionamento la liberazione dell'ossido di azoto. Esistono sul mercato anche integratori che possono essere efficaci come substrato per avere NO.

La restrizione calorica è una condizione di regime alimentare ipocalorico che ormai da tempo in vari animali è stata riconosciuta come elisir di lunga vita. Sottoponendo un animale a questo regime di alimentazione, oltre a vivere di più, il suo organismo attua tutta una serie di cambiamenti biochimici e genetici tra cui la produzione di un maggior numero di mitocondri (le centraline energetiche cellulari che producono la benzina, sotto forma di ATP, per la cellula), maggior consumo di ossigeno e accensione dei geni della famiglia delle sirtuine che numerosi studi hanno ormai incoronato a geni della longevità. Finora tuttavia mancava il passaggio tra dieta e tutti questi fenomeni positivi per l'organismo: Nisoli avrebbe scoperto, sottoponendo a restrizione calorica (meno 30-40 per cento di calorie) un gruppo di topi, che il passaggio è legato alla produzione, da parte delle cellule di vari tessuti, cervello compreso, di un surplus di NO. Insomma gli animali a dieta producono più ossido di azoto del normale, segno che questa molecola è il mediatore molecolare degli effetti "allunga-vita" della dieta, compresa la sintesi della sirtuina 1.A riprova del fatto che è proprio l'ossido di azoto la molecola segnale che si attiva in seguito alla restrizione calorica, i ricercatori hanno dimostrato che questo regime dietetico non ha alcun effetto benefico né allunga-vita su animali geneticamente incapaci di produrre NO, poiché privi del gene per la NO-sintetasi, ovvero l'enzima corporeo che fabbrica l'ossido di azoto. Insomma la dieta da sola non basta, i topi per beneficiare di essa devono essere in grado di produrre NO perché è lui che poi attiva i meccanismi di longevità indotti dalla dieta.

La scoperta dunque dispiega un campo immenso di applicazione, sia per quel che riguarda i farmaci già esistenti che rilasciano ossido di azoto, sia per integratori che effettivamente siano donatori di NO. Entrambi potrebbero essere impiegati non più solo per patologie cardiovascolari ma per avere un effetto più ampio per la salute dell'individuo.

 
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