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RUOLO POLIVALENTE DEL FLAVONOIDE GENISTEINA PDF Stampa E-mail
Monday 18 October 2010

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La genisteina è un composto fenolico eterociclico appartenente alla famiglia dei flavonoidi (isoflavoni), molto rappresentata in natura.
Nella soia (Glycine max Miller), pianta che ne contiene grandi quantità, è l'isoflavone più importante, ed è noto soprattutto per capacità di riprodurre funzioni estrogeniche: la sua struttura chimica gli permette infatti di interagire con i recettori estrogenici citoplasmatici ER, stimolandone debolmente la funzione e risultando quindi utile nel trattamento sintomatologico della perimenopausa e del successivo climaterio. Note sono anche le proprietà antiossidanti, come pure il suo elevato profilo di sicurezza. Recenti studi però sembrano poterne allargare l'orizzonte applicativo, con particolare riferimento al trattamento del complesso quadro sintomatologico della fibrosi cistica (FC). La FC è la più comune malattia monogenica congenita a esito fatale nei paesi occidentali, caratterizzata da una mutazione autosomica recessiva del gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator, situato in 7q), che si presenta con frequenza di un caso ogni 2500-2700 nati vivi. La mutazione più diffusa è la delezione di una fenilalanina in posizione 508 (ΔF508), presente nel 85% degli affetti, la cui aspettativa di vita è ancora inferiore ai 45 anni. Questo perché il gene CFTR codifica per un canale di membrana del Cl- specifico delle ghiandole esocrine ed essenziale per il corretto scambio di elettroliti tra i comparti extra- e intracellulari. La proteina mutata non è in grado di eseguire un corretto folding, perciò gran parte dei prodotti peptidici del gene CFTR mutato vengono riconosciuti dal sistema ERQC (Endoplasmic Reticulum Quality Control) e conseguentemente degradati. Inoltre, la quota di proteina mutata che sfugge a questo checkpoint non riesce a localizzarsi correttamente sulla membrana ed è molto meno funzionale rispetto a quella nativa: i soggetti affetti da FC manifestano quindi una secrezione mucosa particolarmente densa che tende a ostruire i dotti nei quali viene a trovarsi, con conseguenze critiche per l'apparato respiratorio, il pancreas esocrino, il fegato, l'intestino e l'apparato riproduttivo, causando infertilità principalmente maschile. Tale secrezione comporta inoltre, a livello polmonare, una clearance deficitaria, che predispone a infezioni batteriche ricorrenti. A oggi non esistono cure che si possano definire radicali per questa patologia cronica ed evolutiva, ma due sono le classi farmacologiche in studio per il miglioramento della sintomatologia: si tratta di farmaci cosiddetti "correttori" e farmaci invece "regolatori". Alla prima categoria appartengono 4-fenilbutirrato, curcumina e analoghi del sidenafil, in grado di aumentare la quota di CFTR che sfugge al sistema ERQC e quindi di incrementare la funzionalità residua a livello tissutale. Alla seconda invece appartiene la genisteina, che ha dimostrato essere in assoluto uno dei più potenti attivatori del canale CFTR sia per la mutazione ΔF508 sia per altre minori: essa agisce come una chaperonina, cioè stabilizzando direttamente la struttura terziaria della proteina. Risulta incrementata sia la funzionalità residua sia, favorendone il corretto folding, di riflesso, la quota che raggiunge la membrana cellulare. La scarsissima tossicità e il basso costo di questa molecola ne fanno quindi uno dei più seri candidati al ruolo di farmaco per la FC, tanto che sono già in corso trials clinici di fase II.

Fonti:
Wêgrzyn, G., et al. Genistein: a natural isoflavone with a potential for treatment of genetic diseases. Biochem Soc Trans. 2010 Apr;38(2):695-701

Ultimo aggiornamento ( Monday 18 October 2010 )
 
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