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OBESITA' PREDISPONENTE ALLA CRONICIZZAZIONE DI PATOLOGIE NEL GIOVANE ED A RISCHIO NELLA RIANIMAZIONE PDF Stampa E-mail
Thursday 04 March 2010

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Sul numero del 17 febbraio della rivista JAMA, si legge che in America, la prevalenza di alcune malattie croniche nei più giovani è incrementata nel periodo compreso tra il 1988 e il 2006. È quanto affermano Jeanne Van Clave e James M. Perrin del Center for Child and Adolescent Health Policy, MassGeneral Hospital for Children di Boston.
Gli autori, utilizzando il National Longitudinal Survey of Youth-Child Cohort (1988-2006), hanno voluto verificare l'evoluzione nel tempo di quattro condizioni croniche nei bambini e ragazzi americani. In particolare, attraverso specifiche interviste ai loro familiari, è stato valutato l'andamento di obesità, asma, altri problemi fisici, disturbi di apprendimento e comportamento nel corso di tre periodi, ciascuno della lunghezza di 6 anni: dal 1988 al 1994 (coorte 1); dal 1994 al 2000 (coorte 2) e dal 2000 al 2006 (coorte 3). In breve, la prevalenza di ogni condizione patologica, al termine di ciascuno dei tre periodi analizzati, è risultata pari al 12,8%; 25,1% e 26,6%, per la coorte 1; 2 e 3, rispettivamente. È stato, tuttavia, registrato un notevole turnover nelle suddette condizioni croniche: il 7,4% dei partecipanti di tutte le coorti era inizialmente affetto da una condizione cronica ancora presente al termine dell'indagine; il 9,3% ha visto risolti i disturbi di cui soffriva all'inizio e per il 13,4% insorgevano nuovi problemi che perduravano nel corso dei sei anni. E' evidente che l'allarme lanciato per il rischio di cronicizzazione delle situazioni negative associate ad obesità nel ragazzo risuti evidentissimo.
A fare il paio, purtroppo, con questo trial, lo studio apparso su PEDIATRICS del 22 febbraio. Ragazzi obesi sottoposti a rianimazione cardiopolmonare presentano un rischio più elevato di mortalità, dopo dimissione ospedaliera, rispetto ai loro coetanei normopeso o sottopeso. Queste le conclusioni dello studio condotto presso il Children's Hospital di Philadelphia.Vijay Srinivasan e collaboratori hanno inserito nella loro indagine oltre 1.200 episodi di rianimazione cardiopolmonare, in ragazzi di età inferiore a 18 anni, che erano stati riportati nell'American Heart Association National Registry of Cardiopulmonary Resuscitation tra gennaio 2000 e luglio 2004. Il 17% dei giovani pazienti è risultato obeso, mentre il 45% era sottopeso. Dopo le opportune correzioni per potenziali fattori confondenti, l'obesità è apparsa indipendentemente associata a una minore probabilità di sopravvivenza generale (odds ratio = 0,58)  e di sopravvivenza dopo dimissione dall'ospedale (or = 0,62) rispetto a condizioni di peso nella norma. Al contrario, non sono stati riscontrati outcome negativi nei ragazzi sottopeso.

Jama. 2010 Feb 17;303(7):623-30.
Pediatrics. 2010 Feb 22. [Epub ahead of print]

Ultimo aggiornamento ( Thursday 04 March 2010 )
 
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