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IMPIEGO COMBINATO DI FARMACI ED INTEGRATORI ALIMENTARI: UNA SFIDA DA RACCOGLIERE. PDF Stampa E-mail
Sunday 07 February 2010

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di Giuseppe D'ASCENZO. Esiste la diffusa convinzione che un'alimentazione variata sia in grado di fornire tutti i macro e micronutrienti indispensabili per la piena efficienza metabolica. Diverse ragioni tuttavia ci portano a contraddire questa affermazione. La prima è che il considerevole cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita avvenuti nell'ultimo secolo hanno "desincronizzato" il processo di adattamento evolutivo intrinseco tra funzioni biologiche dell'uomo e apporto alimentare.
E ciò, se da un lato ha portato alla diffusione di condizioni di sovrappeso e obesità, dall'altro, ha facilitato, nonostante una dieta spesso eccessivamente ricca dal punto di vista calorico, l'instaurarsi di squilibri a carico di singole sostanze. Un secondo fattore critico riguarda l'età media elevata che le migliorate condizioni generali di vita hanno consentito di raggiungere, ma alla quale l'organismo umano non è preparato.
Per sostenere l'efficienza metabolica e contribuire a contrastare l'insorgenza di patologie degenerative, anche una dieta relativamente ben strutturata può non essere sufficiente. E il ricorso a integrazioni mirate diventa a maggior ragione necessario quando si superi una certa età (i 55 anni) e quando un'alimentazione disordinata non garantisca l'apporto corretto di nutrienti. Esiste, come spiega il dr. Giuseppe D'Ascenzo, cardiologo di riferimento ASREM Molise, una terza possibilità, nuova ed affascinante.
Parliamo dell'impiego combinato di farmaci ed integratori, per il raggiungimento di un maggior livello di salute.
Da anni D'Ascenzo studia le evidenze cliniche dell'impiego di donatori di ossido nitrico, sia da soli, sia in maniera combinata ad alcuni farmaci. I risultati sono assai incoraggianti e, a detta dello stesso osservatore, meritano successivi approfondimenti.
Del resto, la numerosità del campione, oltre 80 pazienti, e il riferimento a parametri oggettivabili (scala MMSI, consulenze di altri specialisti ecc), come nel caso della valutazione dell'impiego combinato in quadri di demenenza, hanno portato a significative osservazioni di miglioramento del quadro complessivo, obiettivamente constatabili anche dai nuclei familiari dei soggetti trattati.
Ancor più evidente, perchè confortata da dati strumentali, l'azione combinata in ambito cardiovascolare osservata sia in pazienti trattati con farmaco e integratore che in pazienti ai quali, alla normale dieta, era stato aggiunto il solo donatore di NO.
D'ascenzo precisa che "solo di alimenti, pur salutistici", dobbiamo parlare quando pensiamo ad un integratore. Tuttavia la stessa evidenza che guida il ricorso o meno a delle sostane o alimenti e che ci impone, ad esempio, di ridurre la quota salina (ed il sale è un alimento) nel paziente iperteso, ci ha consentito, con l'osservazione diretta, di assegnare ad esempio alla digitale, come pianta, un ruolo miliare nella terapia di alcune alterazioni cardiovascolari. Da qui la necessità di raccogliere, in maniera puntuale e precisa, sempre nuove evidenze.
Le esperienze ad oggi raccolte confluiranno in una serie di convegni, dove si dibatterà il ruolo che simili sostanze, se usate correttamente, possono assumere, anche insieme ai farmaci, per migliorare la Salute.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 07 February 2010 )
 
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