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INTEGRATORI: BOOM DI FATTURATI E NUOVE ETICHETTE PDF Stampa E-mail
Monday 12 January 2009

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Il "PIANETA INTEGRATORI" sta vivendo un fermento fuori dal normale. Le cause sono diverse. Cerchiamo di analizzarle insieme:

- forte incremento della commercializzazione di integratori da parte di aziende farmaceutiche, nel tentativo di parare in qualche modo le contrazioni del loro mercato  "tradizionale" 
- proliferazione straordinaria di aziende sorte nell'ultimissmo periodo per commercializzare integratori attraverso le farmacie
- conseguente aumento dell'offerta di prodotti disponibili, con la conseguenza che gli integratori superano un miliardo di euro in farmacia. 

I dati di mercato inerenti al primo semestre del 2008, elaborati da Ac Nielsen per Federsalus, indicano il comparto in netta crescita nel canale professionale, cioè le farmacie.
L'analisi resta tuttavia parziale, in quanto nella crescita generale non sono disponibili i dati degli integratori venduti attraverso il marketing "passaparola", che pure in Italia detiene una importante componente del mercato.
Comunque, solo tenendo conto del canale farmacie, nell’anno terminante ad agosto 2008, il comparto degli integratori registra un fatturato al consumo di 1.178 milioni di euro con incremento, rispetto al 2007, di circa il 7,1 per cento. Un comparto in continua evoluzione che presenta indici assolutamente positivi, come conferma il tasso di innovazione, ovvero il lancio di nuovi prodotti, proprio dell’intero settore (+10,7% new brand rispetto allo stesso periodo del 2007) a cui si aggiungono i 104,5 milioni sviluppati dal secondo canale, ovvero la grande distribuzione.
Fatturati di tutto rispetto che presentano indici di crescita annui a due cifre: un incremento a valore, rispetto al 2007 del 7,1% nelle farmacie e dell’3,4% nei supermercati (fonte Ac/Nielsen). Oggi, infatti quasi un italiano su tre ha utilizzato o utilizza integratori, affidandosi prevalentemente (51,7%) ai consigli del medico, con un duplice obiettivo, da un lato la ricerca del benessere psicofisico (46,1%) e dall’altro la soluzione ad un esigenza di salute (fonte BocconiTrovato & Partners – Gli Italiani e gli Integratori, condotto su 505 utilizzatori).
Questi in sintesi i dati relativi al mercato degli integratori alimentari in Italia, presentati da AC Nielsen durante un corso di aggiornamento organizzato da FederSalus, la Federazione Nazionale Aziende Prodotti Salutistici, nata nel 1999 dall’iniziativa di 12 aziende e che oggi conta 125 associati.

 

 

Su un fatturato complessivo pari (agosto 2008) a 21,8 miliardi di euro il canale farmacie risulta in lieve flessione (-1,4% rispetto al 2007), ma, su alcune categorie di prodotto presenta segni di crescita. Gli integratori (che rappresentano il 5,4% del fatturato), con un incremento sul 2007 del +7,1% e il parafarmaco (5,1% del fatturato complessivo), con un trend di crescita del 3,8%, seguiti, ma a distanza, da igiene e cosmesi (che pesa per il 5,6%) con un incremento dell’1,3 per cento.
Ad oggi il mercato degli integratori nelle farmacie si traduce in un fatturato annuo (prezzi al pubblico) di 1.178.000.000 di euro, pari ad oltre 89,6 milioni di confezioni vendute.


Per fatturato ecco i primi 5 mercati nel settore farmacia  (rilevazioni AC/Nielsen):
 
·  Fermenti lattici (165,5 milioni di Euro, con il 19,5% di incremento)
·  Multivitaminici (87,7 milioni di Euro, con il -7,8% di perdita)
·  Dietetici/dimagranti (69,1 milioni di Euro, con il – 9,4% di perdita)
·  Sistemici capelli (55,9 milioni di Euro, con il 2,3% di incremento)
·  Lassativi (47,7 milioni di Euro, con l’6,8% di incremento)               

E questi, sempre a valore, i primi cinque mercati nel canale Gdo (grande distribuzione organizzata):

· Sostitutivi deL pasto (17,1 milioni di euro, con lo 0,1,% di perdita)
· Dimagranti (14,2 milioni di euro, come nei dodici mesi precedenti)
· Ginseng e pappa reale (8 milioni di euro, con il 9,4% di perdita)
·  Integratori sportivi (8,4 milioni di euro, con il 3,4% di perdita )

·  Multivitaminici (7 milioni di euro, con il 4,2% di incremento)


Un tale incremento sta sicuramente alzando il "livello di attenzione" da parte degli Enti preposti.
Non a caso a fine del 2008 sono state diffuse le nuove LINEE GUIDA, nella direzione di una "normalizzazione" del settore.

 

Il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali – Direzione Generale Sicurezza Alimenti e Nutrizione, ha infatti inviato a Federfarma e alle organizzazioni della filiera alimentare, la nota prot. DGSAN 36562-P del 23 dicembre 2008 con la quale viene trasmesso un documento approvato dalla Commissione unica per la dietetica e la Nutrizione, relativo alle Linee-Guida sugli integratori proposti come coadiuvanti di diete ipocaloriche in relazione alle informazioni da fornire con l’etichettatura per favorire un uso corretto di tali prodotti.

Le linee guida ricordano che le condizioni per perseguire correttamente il calo ponderale sono due:

- la riduzione di entrate energetiche con una dieta ipocalorica adeguata
- l’aumento delle uscite con la rimozione di abitudini sedentarie.

Il documento, nel far riferimento al quadro normativo esistente ribadisce che claims (ossia diciture) utilizzabili per tale categoria di prodotti non devono far riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso.

Sono, invece, ammessi claims riferiti alla riduzione dello stimolo della fame o alla riduzione dell’energia apportata dal regime alimentare solo se basati su prove scientifiche generalmente accettate e formulati in modo ben comprensibile dal consumatore medio.

Il Ministero invita le aziende produttrici, per le nuove produzioni, a rendere conformi le etichette e i contenuti dei messaggi pubblicitari ai criteri indicati dalle linee-guida, fermo restando lo smaltimento delle scorte giacenti per i prodotti in commercio fino a esaurimento.

Ultimo aggiornamento ( Monday 12 January 2009 )
 
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